Con l'aumento della produzione dei materiali
ferrosi, che negli ultimi anni ha assunto un ritmo rapidamente crescente, si è resa
possibile, anche dal punto di vista economico, l'utilizzazione dei profilati d'acciaio per
la costituzione delle strutture portanti anche nelle costruzioni adibite a fini civili.
Tale impiego, che se effettuato
indiscriminatamente, potrebbe determinare gravi pericoli per la stabilità degli edifici
in caso di incendio, ha consigliato lo studio e l'emanazione di apposite Norme dirette
alla protezione delle persone presenti in tali costruzioni dai pericoli innanzi detti.
Dopo un preventivo fondamentale studio delle
Norme stesse condotto da apposita Commissione del Consiglio Nazionale delle Ricerche,
questo Ministero ha predisposto un proprio schema che si allega alla presente.
Le Norme tengono conto di esperienze sia estere
che nazionali in materia nonché della pratica di servizio che il Corpo Nazionale Vigili
del fuoco ha nel campo di sua specifica competenza.
Esse sono basate sul criterio fondamentale che
la struttura debba resistere, senza rovinare, all'incendio delle sostanze combustibili in
essa contenute.
Pertanto il grado di protezione delle strutture
di acciaio varia secondo la qualità e la quantità dei materiali combustibili presenti
nei singoli locali, nonché in base alla destinazione dei locali stessi, alla posizione ed
al numero delle uscite, al pericolo della propagazione del fuoco ad altri fabbricati e
finalmente alla rapidità ed importanza presuntiva del soccorso.
Poiché gli elementi di valutazione della
natura e dell'entità del rischio, nonché della rapidità ed importanza dei mezzi di
soccorso, devono essere determinati in sede di progetto, le dichiarazioni rilasciate dai
richiedenti la licenza di costruzione debbono avere carattere vincolante per l'uso cui
l'edificio sarà destinato.
Le Norme di cui al testo allegato dovranno
essere applicate per la formulazione del parere che, ai fini della sicurezza, i Comandi
dei Vigili del fuoco esprimeranno in sede di approvazione dei progetti degli edifici
civili.
Premesse
Le presenti Norme hanno lo scopo di fornire ai
progettisti ed ai costruttori di fabbricati civili con struttura di acciaio i criteri per
il proporzionamento della protezione contro il fuoco da disporre a difesa delle strutture
metalliche, in modo che l'incendio delle materie combustibili nel fabbricato si esaurisca
prima che le strutture stesse raggiungano temperature tali da comprometterne la
stabilità. Le Norme non si applicano ai fabbricati militari ed industriali.
Sono valide tutte le norme di carattere
distributivo, costruttivo ed in genere di sicurezza previste dalle vigenti disposizioni
che disciplinano la distribuzione ed il funzionamento dei locali adibiti ad usi speciali.
Per durata di resistenza al fuoco in forno si intende il tempo in minuti, misurato a partire
dall'accensione del fuoco, dopo il quale l'elemento costruttivo considerato, sottoposto a
prova a fuoco secondo la curva unificata di temperatura e le modalità delle prove in
forno (1), perde la sua capacità portante.
La durata di resistenza al fuoco effettiva di
un locale o di una struttura sottoposti ad incendio reale, è in relazione diretta con la
quantità di materiale combustibile presente, espressa dal «carico di incendio» ed è in
ogni caso maggiore della durata di resistenza determinata eseguendo una prova in forno con
curva unificata di temperatura e con lo stesso carico di incendio.
Il carico di incendio è espresso dalla
quantità equivalente di legno per m2, che si ottiene dividendo per 4.400
(potere calorifico superiore del legno), il numero di calorie per unità di superficie
orizzontale del locale, o del piano considerato, che al massimo si possono sviluppare per
effetto della combustione di tutti i materiali combustibili presenti:
dove:
q: il carico di incendio (in kg legna/m2)
gi: è il peso (in kg.) del generico
fra gli n combustibili che si prevedono presenti nel locale o nel piano nelle condizioni
più gravose di carico di incendio
Hi: è il potere calorifico
superiore (in Cal/kg) del generico fra gli n combustibili di peso gi
A: è la superficie orizzontale (in m2)
del locale o del piano del fabbricato considerato
4.400: è il potere calorifico superiore del
legno (in Cal/kg).
Le condizioni più gravose del carico di
incendio di un certo locale o piano sono quelle per le quali la sommatoria gi Hi è massima e vanno determinate
esaminando le previste utilizzazioni dei locali e dei piani come dichiarato dal
progettista e dal proprietario del fabbricato stesso.
Gli elementi che determinano la durata di
resistenza al fuoco durante le prove in forno sono riportati in Appendice.
Poiché la durata di resistenza al fuoco viene
determinata in base ai risultati della prova di incendio unificata eseguita in forno, le
presenti Norme forniscono gli elementi necessari per stabilire la relazione che esiste fra
l'incendio reale e l'incendio di prova in forno.
Il procedimento di determinazione di questi
elementi si basa sulla valutazione statistica dei vari fattori che influiscono sulla
durata di resistenza al fuoco effettiva in casi normali di incendio.
Art. 1
Casi di obbligatorietà delle protezioni
La protezione delle strutture in acciaio di un
fabbricato civile è obbligatoria nella misura indicata dalle presenti Norme nei casi in
cui l'incendio può essere causa di danno all'incolumità dei cittadini, ferme restando le
disposizioni già in vigore nei Regolamenti locali in tema di prevenzione degli incendi,
sempreché non in contrasto con le presenti Norme.
Art. 2
Carico di incendio
Il valore del carico di incendio per il locale
o per il piano considerato si ottiene calcolando per tutto il materiale combustibile
presente l'equivalente in legno sulla base di un potere calorifico superiore del legno
pari a 4.400 Cal/kg.
Art. 3
Classi di edifici
Per i fabbricati civili con struttura di
acciaio vengono distinte le seguenti classi:
Classe 15
Classe 30
Classe 45
Classe 60
Classe 90
Classe 120
Classe 180
Il numero indicativo di ogni classe esprime il
carico di incendio virtuale in kg/m2 di legna standard. Detto numero indicativo
esprime anche in minuti primi la durata minima di resistenza al fuoco da richiedere alla
struttura o all'elemento costruttivo in esame.
Art. 4
Determinazione delle classi
La classe del piano o del locale considerato si
determina pertanto in base alla formula:
C = k q
in cui:
C: è il numero indicativo della classe
q: è il carico di incendio dichiarato (in kg
legna/m2)
k: è un coefficiente di riduzione che tiene
conto delle condizioni reali di incendio del locale o del piano nel complesso
dell'edificio.
Art. 5
Calcolo del coefficiente di riduzione del
carico di incendio
Il valore del coefficiente k, compreso tra 0,2
e 1,0, viene determinato secondo le modalità che seguono, in base alle caratteristiche
dell'edificio, alla natura del materiale combustibile presente, alla destinazione, alla
distanza da altri edifici ed alle esistenti misure di segnalazione e prevenzione degli
incendi.
Per il calcolo del coefficiente di riduzione, i
singoli fattori di influenza vengono valutati mediante indici numerici che possono essere
negativi o positivi, in quanto si intendono riferiti alle condizioni di un caso reale
medio di incendio.
Gli indici di valutazione degli edifici nel
loro complesso, e dei singoli piani e locali sono indicati nella Tabella 1. Il valore
della somma algebrica degli indici di valutazione, riportato in ascisse nel diagramma di
Fig. 1, fornisce direttamente il coefficiente di riduzione, per cui va moltiplicato il
carico d'incendio per la determinazione della classe del piano o del locale nell'ambito
dell'edificio considerato.
Qualora il numero indicativo della classe
risultante dal carico fosse diverso dal numero distintivo delle classi previste dalle
presenti Norme, si assegnerà l'edificio o la parte di esso considerata alla classe
immediatamente superiore.
Nel caso in cui i numeri indicativi di classe
risultassero dal calcolo superiori alla classe 180, l'edificio o la parte di esso
considerata saranno assegnati alla classe 180.
Tabella 1 - Indici di valutazione
Fattori
Indici
di valutazione
1. Altezza dell'edificio e dei piani
1.1.Altezza totale dell'edificio
- altezza di gronda fino a 7 m
0
- altezza di gronda oltre 7 fino a 14 m
+ 2
- altezza di gronda oltre 14 fino a 24 m
+ 4
- altezza di gronda oltre 24 fino a 30 m
+ 6
-altezza di gronda oltre 30 fino a 45 m
+ 10
-altezza di gronda oltre 45 m
+ 20
1.2. Altezza dei piani in un edificio
multipiano
-fino a 4 m
+ 2
-oltre 4 fino a 8 m
+ 1
2. Superficie interna, delimitata da muri
tagliafuoco,
pareti esterne o pareti antincendio suppletive
(schermi, ripari di acqua, ecc.)
-fino a 200 m2
0
-oltre 200 fino a 500 m2
+ 2
-oltre 500 fino a 1000 m2
+ 4
-oltre 1000 fino a 2000 m2
+ 6
-oltre 2000 m2
+ 10
3. Utilizzazione dell'edificio e dei locali
3.1. - Materiali infiammabili, come idrogeno,
benzina,
petrolio, celluloide, e simili
+ (5 ÷ 10)
- Materiali facilmente combustibili, come
paglia,
mobili di legno e simili
0
- Materiali poco o difficilmente combustibili,
come carta ammassata, oli pesanti da caldaia,
carboni minerali e simili
- (5 ÷ 15)
3.2.Destinazione dei locali
- sale di riunione, locali soggetti ad
affollamento,
ambulatori e simili
+ 10
- ospedali, cliniche, scuole e simili
+ 5
- abitazioni ed uffici
0
3.3.Uscite di soccorso a distanza superiore ai
20 m (1)
+ (2 ÷ 4)
4. Pericolo di propagazione
- distanza dagli edifici circostanti fino a 10
m
+ 3
- distanza dagli edifici circostanti da 10 a 25
m
+ 1
- distanza dagli edifici circostanti oltre 25 m
0
5. Segnalazione, accessibilità e impianti
di protezione antincendio
5.1. Squadra interna di soccorso
-con impianto interno di idranti
- 25
-con impianto di estintori
- 15
5.2. Impianto Sprinkler, secondo la portata
e la pressione (indici da ridurre ai valori
- (3÷5) in caso di coesistenza con la voce
5.1.)
- (15 ÷ 25)
5.3. Avvisatore automatico in diretto
collegamento
con la caserma VV.F. (indice da ridurre al
valore
- 2 in caso di coesistenza con la voce 5.1.
oppure 5.2.)
- 10
5.4. Guardiania permanente con telefono
-con avvisatore automatico interno
ed impianto interno di idranti
- 12
-con avvisatore automatico interno
- 10
-con impianto interno di idranti
- 9
-con estintori oppure con impianto
esterno di idranti
- 8
-senza altro corredo
- 7
(Indici da non considerare in caso di
coesistenza
con la voce 5.1. e da ridurre al valore
costante - 3
in caso di coesistenza con la voce 5.2.)
5.5. Impianto interno di idranti senza
guardiania
(indice da ridurre al valore - 2 in caso di
coesistenza
con le voci 5.1. e 5.2.)
- 4
5.6. Impianto esterno di idranti in prossimità
dell'edificio (indice da ridurre al valore - 1
in caso di coesistenza con le voci 5.1. e 5.2.)
- 3
5.7.Estintori senza guardiania (indice da
ridurre al valore - 1 in caso di coesistenza
con le voci 5.1. e 5.2.)
- 2
5.8.Tempo richiesto per l'arrivo dei VV.F.
-fino a 10 minuti
- 5
-oltre 10 e fino a 15 minuti
- 2
-oltre 15 e fino a 20 minuti
0
-oltre 20 minuti
+ 5
5.9. Difficoltà di accesso interno non avente
rapporto con l'altezza dell'edificio
+ (0 ÷ 3)
Art. 6
Sommabilità dei carichi di incendio
Ai fini della protezione delle varie parti
strutturali di un edificio, si considera il carico di incendio dei singoli piani o locali
interessanti le parti stesse purché la struttura orizzontale ed in particolare i solai
abbiano una resistenza alla propagazione verticale degli incendi per lo meno
corrispondente a quella della classe della parte di edificio considerata, e in ogni caso
non inferiore alla classe 30. La struttura del solaio deve essere comunque costituita da
materiali incombustibili.
Nel caso in cui questa condizione non sia
soddisfatta, come pure nel caso dell'esistenza di solai aventi una resistenza inferiore a
quella della classe 30, il carico di incendio della parte dell'edificio comprendente tali
solai sarà calcolato considerando come un unico ambiente l'insieme dei locali divisi da
solai di tale tipo e sommando i carichi di incendio dei locali stessi.
Art. 7
Prescrizioni speciali per edifici di altezza
superiore a 30 m.
Per tener conto delle difficoltà d'accesso
agli edifici alti e della perdita di tempo
necessaria perché l'opera di estinzione abbia inizio, si stabilisce quanto segue:
a) per edifici alti più di 30 m la protezione
delle strutture dovrà essere in ogni caso non inferiore a quella richiesta per la classe
30;
b) per edifici alti 45 m e oltre, la protezione
delle strutture dovrà essere in ogni caso non inferiore a quella richiesta per la classe
45.
Si dovrà inoltre assicurare lo stesso grado di
protezione nei riguardi della propagazione verticale dell'incendio, anche nei confronti
del collegamento stagno fra i solai e le eventuali pareti a cortina.
Art. 8
Spessore delle protezioni
Il dimensionamento degli spessori e delle
protezioni da adottare per le varie classi di strutture e nei vari casi delle pareti, dei
solai, degli elementi strutturali in acciaio sollecitati a flessione e trazione, e degli
elementi compressi (colonne) è indicato nelle Tabelle 2, 3, 4 e 5
Qualora il rivestimento protettivo non sia
completamente aderente alla struttura metallica, intorno alla quale perciò si forma una
canna, si dovrà provvedere ad interrompere la continuità della canna stessa in
corrispondenza dei solai interponendovi un idoneo diaframma.
8.1. Pareti divisorie interne - Spessori minimi
ai fini della loro designazione come pareti tagliafuoco, secondo il punto 2 della Tabella
1.
8.2. Solai esclusi quelli combustibili - Valori
minimi ammissibili degli spessori dei solai resistenti al fuoco.
8.3. Elementi in acciaio sollecitati a
flessione o trazione.
8.4. Tipo e spessore dei rivestimenti da
applicarsi alle strutture metalliche secondo le varie classi di edifici.
8.5. Colonne perimetrali esterne aderenti o
distaccate rispetto alle pareti esterne degli edifici.
Sistemando un pannello schermante nella
direzione del possibile incendio (caso A), oppure quando si ha una sufficiente distanza
dalla colonna dal possibile punto di incendio (caso B) la durata di resistenza al fuoco
viene raggiunta anche da colonne in acciaio non rivestite.
Lo spessore del pannello va scelto in ogni caso
per i vari materiali, conformemente a quanto previsto per i rivestimenti del paragrafo
8.4.
Caso A - La sporgenza del pannello ai due lati
della colonna perimetrale esterna va scelta in base alla Tabella 6 per le varie classi.
Ciò vale nel caso in cui le colonne di facciata per il loro particolare collegamento con
il resto dell'edificio e con gli infissi, vengano a trovarsi adiacenti ai vani di porte e
finestre.
Caso B - Un effetto equivalente a quello di uno
schermo isolante si ottiene quando le colonne perimetrali esterne sono sufficientemente
distanziate dalle possibili vie di uscita delle fiamme (ad esempio, finestre o aperture di
un locale in cui potrebbe verificarsi un incendio); nella Tabella 7 sono indicate le
distanze minime richieste per le varie classi.
Art. 9
Dichiarazione dei carichi di incendio
previsti
I progettisti dell'edificio devono allegare al
progetto una tabella dei carichi di incendio previsti per i singoli piani, e nel caso di
differenziazione di impieghi e di caratteristiche, anche per i vari locali, intendendo per
locale un ambiente delimitato da pareti in muratura o altro materiale conformemente alla
Tabella 2. Le dichiarazioni esposte nella Tabella innanzi detta, nonché quelle
riguardanti i fattori della Tabella 1, sono vincolanti nel senso che l'utilizzazione dei
singoli ambienti non può essere fatta per una classe superiore a quella corrispondente
alle previsioni di progetto.
Art. 10
Prove di spegnimento
Per i sistemi di rivestimento adottati per gli
elementi costruttivi per cui si prescrive una durata al fuoco superiore alla classe 60,
occorre che siano noti i risultati delle prove di spegnimento.
Art. 11
Gabbie delle scale e degli ascensori
La gabbie delle scale, degli ascensori e dei
montacarichi, quando non siano completamente esterne ed isolate dal fabbricato, devono
essere realizzate con pareti in calcestruzzo armato oppure con strutture in acciaio
rivestite in calcestruzzo. Lo spessore delle pareti piene in calcestruzzo deve in questi
casi essere non inferiore ai 20 cm.
Per gli edifici alti più di 30 metri e per
quelli delle classi 120 e 180 le scale ed almeno un ascensore devono essere a prova di
fumo; i rimanenti ascensori devono scorrere in gabbie del tipo descritto al comma
precedente e devono avere cabina metallica ed aperture a doppia porta metallica a pareti
piene.
Art. 12
Piani interrati
Per i piani interrati, qualunque sia la loro
destinazione (magazzini, negozi, locali per impianti centralizzati e servizi,
autorimesse), le strutture metalliche portanti verticali ed orizzontali dovranno essere
interamente protette da uno spessore minimo di calcestruzzo di cemento di 3 cm., purché
sia assicurata l'aderenza del calcestruzzo all'acciaio con reti saldate od altri sistemi
equivalenti.
Tabella 2 - Spessori delle pareti
tagliafuoco
______________________________________________________________
Spessore minimo in cm escluso
Tipo di parete
l'intonaco per le seguenti classi di edifici
______________________________________________________________
15 30 45
60 90 120
180
______________________________________________________________
Laterizi pieni con intonaco normale 6 13 13
13 26 26 26
Laterizi pieni con intonaco isolante 6 6 6 13 13 26 26
Laterizi forati con intonaco normale 6 10 14
20 30 30 30
Laterizi forati con intonaco isolante 6 6 6 10 10 14 20
Calcestruzzo normale
8 8 10
10 10 12 16
Calcestruzzo leggero (con isolante
tipo pomice, perlite, scorie o simili) 8 8 8 8 8 10 10
______________________________________________________________
NOTA - Per intonaco isolante s'intende un
intonaco a base di gesso, vermiculite, perlite o simili. Gli spessori di intonaco isolante
su laterizi forati dovranno, per le varie classi, corrispondere ai valori previsti nella
Tabella 5, mentre per i laterizi pieni gli spessori saranno ridotti alla metà dei valori
della stessa Tabella 5.
Tabella 3 - Spessore minimo dei solai
______________________________________________________________
Spessore minimo comprensivo della cappa
del pavimento non combustibile e del soffitto
Tipo di solaio
quando questo è applicato alla soletta,
espresso in cm per le seguenti classi di edifici
______________________________________________________________
15 30 45 60 90
120 180
______________________________________________________________
Soletta in c.a.
- con intonaco normale (1,5 cm)
10 10 12 14 16
20 20
- idem con intonaco isolante (1,5 cm) 10
10 12 14 14
16 16
- idem con soffitto sospeso
8 8 10 12 12
14 14
Solaio in laterizio armato
- con intonaco normale (1,5 cm)
16 16 20 24 24
30 30
- idem con intonaco isolante (1,5 cm) 14
14 18 18 20
24 24
- idem con soffitto sospeso
12 12 16 16 18
22 22
Elementi in c.a. precompresso
con intonaco normale (1,5 cm)
(*)16 16 20 24 24
30 30
- idem con intonaco isolante (1,5 cm) 14
14 18 20 24
24 24
- idem con soffitto sospeso
12 12 16 16 18
22 22
______________________________________________________________
(*) Lo spessore del ricoprimento
dell'armatura in acciaio pre-teso non deve essere inferiore né al minimo prescritto dal
Regolamento per le opere in c.a. (3 cm), né allo spessore specificato per le singole
classi dalla Tabella 5 per l'intonaco di cemento.
Tabella 4 - Determinazione dello spessore
minimo di rivestimento richiesto
_______________________________________________________________
Tipo di struttura
S pessore in cm del rivestimento richiesto
per le seguenti classi di edifici
_______________________________________________________________
15 30 45 60 90 120
180
_______________________________________________________________
Travi principali e secondarie
Solai metallici continui
(1) (2) (3) (3) (3) (3) (3)
- con riempimento in calcestruzzo
e senza intonaco
(4) (5) (5) (5) (5) (5) (5)
- idem con vernice isolante
(4) (4) (5) (5) (5) (5) (5)
- idem con intonaco normale
0 2,00 2,50
3,25 4,50
- idem con intonaco isolante
0 1,00 1,75
2,50 3,00 3,70 4,50
- idem con intonaco normale sospeso 0 1,50 2,00
2,50 3,00 3,50 4,00
- idem con intonaco isolante
0 1,00 1,50
2,00 2,25 2,75 3,00
- idem con soffitto isolante sospeso 0 0,75
1,50 2,00 2,25
2,75 3,00
_______________________________________________________________
(1) Nessun rivestimento - (2) nessun
rivestimento se le ali sono riempite di calcestruzzo di cemento - (3) rivestimento pari
almeno all'85% dello spessore richiesto per le colonne - (4) ammesso - (5) escluso.
Tabella 5 - Tipi e spessore dei rivestimenti
____________________________________________________________________________________
Tipo di rivestimento
Spessore in cm richiesto per le
Osservazioni
seguenti classi di edifici
____________________________________________________________________________________
15 30 45 60 90 120 180
____________________________________________________________________________________
Vernici isolanti autospandenti
(2) (3) (3) (1) (1) (1) (1) Tipi da
determinare
Semplice riempimento in
calcestruzzo tra le ali e
nell'interno di una sezione
chiusa (profilati e tubi)
(2) (3) (1) (1) (1) (1) (1)
Rapporto di
Intonaco di:
miscelaz.
cemento
con sabbia:
cem-calce
1:5 fino a 1:4
calce-gesso
1:0,2:3
(su rete o metallo stirato)
0 2,00 2,50
3,25 4,50 5,75
- 1:0,2:3
Intonaco di:
sabbia-gesso
0 1,50 2,25
3,00 4,25 5,25
- 1:1fino
a 3
vermiculite-gesso
0 1,75 2,25
2,50 3,25 3,75
5,25 1:4
vermiculite-cemento
0 1,25 1,75
2,25 3,00 3,75
4,75 1:4
perlite-gesso su rete o metallo stirato 0 1,25 1,50
2,00 3,00 3,75
5,75 1:2 fino a 2,5
Intonaco di amianto su rete Stauss o
direttamente sull'acciaio
0 0,50 1,00
1,75 2,75 4,00
6,25
Miscele di fibre minerali
su lamiera striata
0 1,25 1,75
2,25 4,00 5,25
7,75
Lastre di gesso
0 0,75 1,75
3,00 5,00 7,25
8,00
Intonaco di:
cemento-vermiculite
0 1,75 2,25
2,50 3,00 4,00
5,50
calcestruzzo leggero come da Tabella 2 0
1,75 2,15 2,50
3,00 4,00 5,00
Lastra di fibra di amianto
0 1,50 2,00
2,50 3,00 4,00
5,00
Mattoni forati a più serie di fori
0 5,50 8,00
8,00 9,00 10,00 13,00
Mattoni ad una serie di fori
0 6,50 7,50
8,50 10,75 12,75 -
Elementi in conglomerato leggero
0 2,50 2,50
2,50 4,00 5,25
8,00
Elementi in vermiculite-cemento
0 1,50 2,00
2,50 3,00 4,00
5,00 1:5
Lastre ed elementi in gesso
0 1,00 2,00
2,50 3,00 3,50
4,00
Calcestruzzo normale
0 1,50 2,50
3,00 3,50 4,50
6,00
____________________________________________________________________________________
(1) escluso - (2) non occorre - (3)
sufficiente.
Tabella 6 - Colonne a contatto con vani di
porte e finestre
___________________________________________________________________
Classe dell'edificio
15
30 45 60 90 120 180
___________________________________________________________________
Sporgenza minima in cm del
pannello su ciascuno dei
senza
lati della colonna esterna pannello 2,50
4,00 5,00 8,00 10,00 14,00
___________________________________________________________________
Tabella 7 - Colonne distanti dai vani di
porte e finestre
___________________________________________________________________
Classe dell'edificio
15 30 45 60 90
120 180
___________________________________________________________________
Distanza minima in cm dalla più
vicina via di uscita delle fiamme 0 10 25 40 60
80 100
___________________________________________________________________
Appendice
Art. 1
Poteri calorifici superiori di alcuni
combustibili
A scopo indicativo, ai fini del calcolo dei
carichi di incendio nei singoli piani e locali di un edificio, si riportano nella presente
Tabella i calori specifici superiori delle sostanze combustibili più comunemente presenti
negli edifici civili.
Tabella 1 - Calori specifici
_____________________________________________________________
Materiale
Potere calorifico
superiore in Cal/kg
_____________________________________________________________
Tessuti di cotone
4000
Carta
4000
Paglia
3700
Legname secco
- essenze forti
3700 ÷ 4000
- essenze deboli
2800 ÷ 3000
Carbone fossile (antracite)
7500 ÷ 8000
Carbone coke
6500 ÷ 7200
Olio da forni
10200 ÷ 11000
Nafta da motori
11000
Benzina
11300
_____________________________________________________________
Art. 2
Modalità delle prove in forno per
l'omologazione dei materiali protettivi
2.1. Generalità.
Le prove in forno o in apposite camere di
incendio su elementi strutturali protetti e su vari tipi di rivestimento, devono essere
eseguite presso il Centro Studi Esperienze delle Scuole dei VV.F.
2.2. Curva di temperatura.
La temperatura della camera di incendio e del
forno deve svilupparsi secondo la curva unificata riportata nella Fig. 2.
Sono ammissibili differenze di temperatura di
circa l'8% rispetto al valore medio della curva unitaria.
Il campo di tolleranza è segnato in linea
tratteggiata ai due lati della curva media riportata in figura.
2.3. Misura della temperatura.
La temperatura del forno e della camera di
prova viene determinata come media delle misure eseguite per lo meno in tre punti a
distanza di 10 cm. dall'elemento di prova. Sulla parte dell'elemento di prova opposta a
quella soggetta al fuoco vanno applicati almeno tre elementi di misura.
Le misurazioni vengono condotte con l'impiego
di termocoppie.
Per evitare l'influenza dell'aria esterna, le
prove vanno condotte in ambienti chiusi. All'inizio della prova la temperatura nelle
immediate vicinanze dell'elemento di prova deve essere compresa fra + 5 e + 25°C.
2.4. Dimensioni degli elementi di prova.
Gli elementi di prova devono essere di
caratteristiche equivalenti agli elementi di effettivo impiego nella costruzione.
Essi devono essere di dimensioni
sufficentemente grandi. A titolo di esempio:
a) pareti portanti e pareti divisorie:
dimensione minima 2x2 m;
b) solai e tetti: superficie minima 2 m2;
c) travi o briglie inferiori: lunghezza minima
3 m;
d) colonne: altezza minima 3 m;
e) pannelli prefabbricati leggeri: dimensioni
minime 1x2 m;
f) scale: sviluppo minimo 3 m;
g) porte: delle dimensioni previste;
h) camini: altezza minima 4 m;
i) superfici vetrate: delle dimensioni previste
nell'impiego effettivo.
2.5. Condizioni di carico
Tutti gli elementi portanti, in prova per
l'omologazione dei materiali protettivi, devono essere sottoposti a prova sotto il carico
per essi ammissibile.
2.6. Prescrizioni particolari
Gli elementi costruttivi ed i rivestimenti
vanno posti in opera nel forno con la stessa orientazione e con le stesse rifiniture
superficiali previste per il normale impiego.
Nel caso di porte si deve controllare prima
della prova di incendio che la porta stessa sia a tenuta di fumo. Gli elementi costituiti
da muratura e calcestruzzi devono essere stagionati di almeno 3 mesi prima di essere
sottoposti alla prova di incendio.
Art. 3
Elementi determinanti la resistenza al fuoco
Gli elementi che determinano la durata di
resistenza al fuoco durante le prove in forno, eseguite secondo le modalità indicate
nell'art. 2 dell'Appendice, sono i seguenti:
3.1. - per le parti della costruzione
costituenti divisori e schermi come pareti, solai e porte:
3.1.1. - il passaggio di fuoco e fumo;
3.1.2. - il raggiungimento di una temperatura
media di 150°C sulla superficie opposta a quella a fuoco;
3.1.3. - la perdita della stabilità (ad es.
per le pareti).
3.2. - Per gli elementi portanti come solai,
pareti, colonne, travi, briglie:
3.2.1. - la caduta della capacità portante
sotto i carichi ammissibili;
3.2.2. - quando eccezionalmente si eseguono
prove senza sovraccarichi, gli elementi influenzanti sono:
3.2.2.1. - le seguenti temperature massime nei
punti di massima sollecitazione termica degli elementi costruttivi in acciaio:
- elementi compressi 300°C;
- elementi sottoposti a flessioni e trazione
350°C.
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SICUROMNIA (R) - antincendio & sicurezza
Circolare Ministero dell'Interno
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Con l'aumento della produzione dei materiali
ferrosi, che negli ultimi anni ha assunto un ritmo rapidamente crescente, si è resa
possibile, anche dal punto di vista economico, l'utilizzazione dei profilati d'acciaio per
la costituzione delle strutture portanti anche nelle costruzioni adibite a fini civili.
Tale impiego, che se effettuato
indiscriminatamente, potrebbe determinare gravi pericoli per la stabilità degli edifici
in caso di incendio, ha consigliato lo studio e l'emanazione di apposite Norme dirette
alla protezione delle persone presenti in tali costruzioni dai pericoli innanzi detti.
Dopo un preventivo fondamentale studio delle
Norme stesse condotto da apposita Commissione del Consiglio Nazionale delle Ricerche,
questo Ministero ha predisposto un proprio schema che si allega alla presente.
Le Norme tengono conto di esperienze sia estere
che nazionali in materia nonché della pratica di servizio che il Corpo Nazionale Vigili
del fuoco ha nel campo di sua specifica competenza.
Esse sono basate sul criterio fondamentale che
la struttura debba resistere, senza rovinare, all'incendio delle sostanze combustibili in
essa contenute.
Pertanto il grado di protezione delle strutture
di acciaio varia secondo la qualità e la quantità dei materiali combustibili presenti
nei singoli locali, nonché in base alla destinazione dei locali stessi, alla posizione ed
al numero delle uscite, al pericolo della propagazione del fuoco ad altri fabbricati e
finalmente alla rapidità ed importanza presuntiva del soccorso.
Poiché gli elementi di valutazione della
natura e dell'entità del rischio, nonché della rapidità ed importanza dei mezzi di
soccorso, devono essere determinati in sede di progetto, le dichiarazioni rilasciate dai
richiedenti la licenza di costruzione debbono avere carattere vincolante per l'uso cui
l'edificio sarà destinato.
Le Norme di cui al testo allegato dovranno
essere applicate per la formulazione del parere che, ai fini della sicurezza, i Comandi
dei Vigili del fuoco esprimeranno in sede di approvazione dei progetti degli edifici
civili.
Premesse
Le presenti Norme hanno lo scopo di fornire ai
progettisti ed ai costruttori di fabbricati civili con struttura di acciaio i criteri per
il proporzionamento della protezione contro il fuoco da disporre a difesa delle strutture
metalliche, in modo che l'incendio delle materie combustibili nel fabbricato si esaurisca
prima che le strutture stesse raggiungano temperature tali da comprometterne la
stabilità. Le Norme non si applicano ai fabbricati militari ed industriali.
Sono valide tutte le norme di carattere
distributivo, costruttivo ed in genere di sicurezza previste dalle vigenti disposizioni
che disciplinano la distribuzione ed il funzionamento dei locali adibiti ad usi speciali.
Per durata di resistenza al fuoco in forno si intende il tempo in minuti, misurato a partire
dall'accensione del fuoco, dopo il quale l'elemento costruttivo considerato, sottoposto a
prova a fuoco secondo la curva unificata di temperatura e le modalità delle prove in
forno (1), perde la sua capacità portante.
La durata di resistenza al fuoco effettiva di
un locale o di una struttura sottoposti ad incendio reale, è in relazione diretta con la
quantità di materiale combustibile presente, espressa dal «carico di incendio» ed è in
ogni caso maggiore della durata di resistenza determinata eseguendo una prova in forno con
curva unificata di temperatura e con lo stesso carico di incendio.
Il carico di incendio è espresso dalla
quantità equivalente di legno per m2, che si ottiene dividendo per 4.400
(potere calorifico superiore del legno), il numero di calorie per unità di superficie
orizzontale del locale, o del piano considerato, che al massimo si possono sviluppare per
effetto della combustione di tutti i materiali combustibili presenti:
dove:
q: il carico di incendio (in kg legna/m2)
gi: è il peso (in kg.) del generico
fra gli n combustibili che si prevedono presenti nel locale o nel piano nelle condizioni
più gravose di carico di incendio
Hi: è il potere calorifico
superiore (in Cal/kg) del generico fra gli n combustibili di peso gi
A: è la superficie orizzontale (in m2)
del locale o del piano del fabbricato considerato
4.400: è il potere calorifico superiore del
legno (in Cal/kg).
Le condizioni più gravose del carico di
incendio di un certo locale o piano sono quelle per le quali la sommatoria gi Hi è massima e vanno determinate
esaminando le previste utilizzazioni dei locali e dei piani come dichiarato dal
progettista e dal proprietario del fabbricato stesso.
Gli elementi che determinano la durata di
resistenza al fuoco durante le prove in forno sono riportati in Appendice.
Poiché la durata di resistenza al fuoco viene
determinata in base ai risultati della prova di incendio unificata eseguita in forno, le
presenti Norme forniscono gli elementi necessari per stabilire la relazione che esiste fra
l'incendio reale e l'incendio di prova in forno.
Il procedimento di determinazione di questi
elementi si basa sulla valutazione statistica dei vari fattori che influiscono sulla
durata di resistenza al fuoco effettiva in casi normali di incendio.
Art. 1
Casi di obbligatorietà delle protezioni
La protezione delle strutture in acciaio di un
fabbricato civile è obbligatoria nella misura indicata dalle presenti Norme nei casi in
cui l'incendio può essere causa di danno all'incolumità dei cittadini, ferme restando le
disposizioni già in vigore nei Regolamenti locali in tema di prevenzione degli incendi,
sempreché non in contrasto con le presenti Norme.
Art. 2
Carico di incendio
Il valore del carico di incendio per il locale
o per il piano considerato si ottiene calcolando per tutto il materiale combustibile
presente l'equivalente in legno sulla base di un potere calorifico superiore del legno
pari a 4.400 Cal/kg.
Art. 3
Classi di edifici
Per i fabbricati civili con struttura di
acciaio vengono distinte le seguenti classi:
Classe 15
Classe 30
Classe 45
Classe 60
Classe 90
Classe 120
Classe 180
Il numero indicativo di ogni classe esprime il
carico di incendio virtuale in kg/m2 di legna standard. Detto numero indicativo
esprime anche in minuti primi la durata minima di resistenza al fuoco da richiedere alla
struttura o all'elemento costruttivo in esame.
Art. 4
Determinazione delle classi
La classe del piano o del locale considerato si
determina pertanto in base alla formula:
C = k q
in cui:
C: è il numero indicativo della classe
q: è il carico di incendio dichiarato (in kg
legna/m2)
k: è un coefficiente di riduzione che tiene
conto delle condizioni reali di incendio del locale o del piano nel complesso
dell'edificio.
Art. 5
Calcolo del coefficiente di riduzione del
carico di incendio
Il valore del coefficiente k, compreso tra 0,2
e 1,0, viene determinato secondo le modalità che seguono, in base alle caratteristiche
dell'edificio, alla natura del materiale combustibile presente, alla destinazione, alla
distanza da altri edifici ed alle esistenti misure di segnalazione e prevenzione degli
incendi.
Per il calcolo del coefficiente di riduzione, i
singoli fattori di influenza vengono valutati mediante indici numerici che possono essere
negativi o positivi, in quanto si intendono riferiti alle condizioni di un caso reale
medio di incendio.
Gli indici di valutazione degli edifici nel
loro complesso, e dei singoli piani e locali sono indicati nella Tabella 1. Il valore
della somma algebrica degli indici di valutazione, riportato in ascisse nel diagramma di
Fig. 1, fornisce direttamente il coefficiente di riduzione, per cui va moltiplicato il
carico d'incendio per la determinazione della classe del piano o del locale nell'ambito
dell'edificio considerato.
Qualora il numero indicativo della classe
risultante dal carico fosse diverso dal numero distintivo delle classi previste dalle
presenti Norme, si assegnerà l'edificio o la parte di esso considerata alla classe
immediatamente superiore.
Nel caso in cui i numeri indicativi di classe
risultassero dal calcolo superiori alla classe 180, l'edificio o la parte di esso
considerata saranno assegnati alla classe 180.
Tabella 1 - Indici di valutazione
Fattori
Indici
di valutazione
1. Altezza dell'edificio e dei piani
1.1.Altezza totale dell'edificio
- altezza di gronda fino a 7 m
0
- altezza di gronda oltre 7 fino a 14 m
+ 2
- altezza di gronda oltre 14 fino a 24 m
+ 4
- altezza di gronda oltre 24 fino a 30 m
+ 6
-altezza di gronda oltre 30 fino a 45 m
+ 10
-altezza di gronda oltre 45 m
+ 20
1.2. Altezza dei piani in un edificio
multipiano
-fino a 4 m
+ 2
-oltre 4 fino a 8 m
+ 1
2. Superficie interna, delimitata da muri
tagliafuoco,
pareti esterne o pareti antincendio suppletive
(schermi, ripari di acqua, ecc.)
-fino a 200 m2
0
-oltre 200 fino a 500 m2
+ 2
-oltre 500 fino a 1000 m2
+ 4
-oltre 1000 fino a 2000 m2
+ 6
-oltre 2000 m2
+ 10
3. Utilizzazione dell'edificio e dei locali
3.1. - Materiali infiammabili, come idrogeno,
benzina,
petrolio, celluloide, e simili
+ (5 ÷ 10)
- Materiali facilmente combustibili, come
paglia,
mobili di legno e simili
0
- Materiali poco o difficilmente combustibili,
come carta ammassata, oli pesanti da caldaia,
carboni minerali e simili
- (5 ÷ 15)
3.2.Destinazione dei locali
- sale di riunione, locali soggetti ad
affollamento,
ambulatori e simili
+ 10
- ospedali, cliniche, scuole e simili
+ 5
- abitazioni ed uffici
0
3.3.Uscite di soccorso a distanza superiore ai
20 m (1)
+ (2 ÷ 4)
4. Pericolo di propagazione
- distanza dagli edifici circostanti fino a 10
m
+ 3
- distanza dagli edifici circostanti da 10 a 25
m
+ 1
- distanza dagli edifici circostanti oltre 25 m
0
5. Segnalazione, accessibilità e impianti
di protezione antincendio
5.1. Squadra interna di soccorso
-con impianto interno di idranti
- 25
-con impianto di estintori
- 15
5.2. Impianto Sprinkler, secondo la portata
e la pressione (indici da ridurre ai valori
- (3÷5) in caso di coesistenza con la voce
5.1.)
- (15 ÷ 25)
5.3. Avvisatore automatico in diretto
collegamento
con la caserma VV.F. (indice da ridurre al
valore
- 2 in caso di coesistenza con la voce 5.1.
oppure 5.2.)
- 10
5.4. Guardiania permanente con telefono
-con avvisatore automatico interno
ed impianto interno di idranti
- 12
-con avvisatore automatico interno
- 10
-con impianto interno di idranti
- 9
-con estintori oppure con impianto
esterno di idranti
- 8
-senza altro corredo
- 7
(Indici da non considerare in caso di
coesistenza
con la voce 5.1. e da ridurre al valore
costante - 3
in caso di coesistenza con la voce 5.2.)
5.5. Impianto interno di idranti senza
guardiania
(indice da ridurre al valore - 2 in caso di
coesistenza
con le voci 5.1. e 5.2.)
- 4
5.6. Impianto esterno di idranti in prossimità
dell'edificio (indice da ridurre al valore - 1
in caso di coesistenza con le voci 5.1. e 5.2.)
- 3
5.7.Estintori senza guardiania (indice da
ridurre al valore - 1 in caso di coesistenza
con le voci 5.1. e 5.2.)
- 2
5.8.Tempo richiesto per l'arrivo dei VV.F.
-fino a 10 minuti
- 5
-oltre 10 e fino a 15 minuti
- 2
-oltre 15 e fino a 20 minuti
0
-oltre 20 minuti
+ 5
5.9. Difficoltà di accesso interno non avente
rapporto con l'altezza dell'edificio
+ (0 ÷ 3)
Art. 6
Sommabilità dei carichi di incendio
Ai fini della protezione delle varie parti
strutturali di un edificio, si considera il carico di incendio dei singoli piani o locali
interessanti le parti stesse purché la struttura orizzontale ed in particolare i solai
abbiano una resistenza alla propagazione verticale degli incendi per lo meno
corrispondente a quella della classe della parte di edificio considerata, e in ogni caso
non inferiore alla classe 30. La struttura del solaio deve essere comunque costituita da
materiali incombustibili.
Nel caso in cui questa condizione non sia
soddisfatta, come pure nel caso dell'esistenza di solai aventi una resistenza inferiore a
quella della classe 30, il carico di incendio della parte dell'edificio comprendente tali
solai sarà calcolato considerando come un unico ambiente l'insieme dei locali divisi da
solai di tale tipo e sommando i carichi di incendio dei locali stessi.
Art. 7
Prescrizioni speciali per edifici di altezza
superiore a 30 m.
Per tener conto delle difficoltà d'accesso
agli edifici alti e della perdita di tempo
necessaria perché l'opera di estinzione abbia inizio, si stabilisce quanto segue:
a) per edifici alti più di 30 m la protezione
delle strutture dovrà essere in ogni caso non inferiore a quella richiesta per la classe
30;
b) per edifici alti 45 m e oltre, la protezione
delle strutture dovrà essere in ogni caso non inferiore a quella richiesta per la classe
45.
Si dovrà inoltre assicurare lo stesso grado di
protezione nei riguardi della propagazione verticale dell'incendio, anche nei confronti
del collegamento stagno fra i solai e le eventuali pareti a cortina.
Art. 8
Spessore delle protezioni
Il dimensionamento degli spessori e delle
protezioni da adottare per le varie classi di strutture e nei vari casi delle pareti, dei
solai, degli elementi strutturali in acciaio sollecitati a flessione e trazione, e degli
elementi compressi (colonne) è indicato nelle Tabelle 2, 3, 4 e 5
Qualora il rivestimento protettivo non sia
completamente aderente alla struttura metallica, intorno alla quale perciò si forma una
canna, si dovrà provvedere ad interrompere la continuità della canna stessa in
corrispondenza dei solai interponendovi un idoneo diaframma.
8.1. Pareti divisorie interne - Spessori minimi
ai fini della loro designazione come pareti tagliafuoco, secondo il punto 2 della Tabella
1.
8.2. Solai esclusi quelli combustibili - Valor £ L À‚@ø´´ÎnnÎì © d Ñ„@ýµl)ã ãÊãÊãÊ™ ™ÊH ì ¤ ¤Éa ¬]É}9ø´k%Â~+ØØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄØÄ0ßJÿ½½Â½ÂXXÂXÂÔv7õ ´ Lh/¡M a ! K æëF7ØNâ@gD ÿþlallinaÿþCiao\ @\ 5 ) # ~ Ø ã Ê$ÕÚÝMâ@ß@ ÿþMacRoyÿþMacRoyô @ 6 * " ~ 0 I ,‡´ÝMâ@Þ@ ÿþfscaÿþCiao ¸ @*Ö 3 ' ~ ã # HÖ¹²ÝMâ@Ý@ ÿþfranca7ÿþx franca € ÿþci sentiamo,giorgio R - # ~ i tÚ@gPMâ@ @ ÿþDENIXÿþciao$ @® 3 ' ! ~ ¬ ï 4(rQOMâ@@ ÿþenricoÿþEnrico???ˆ @8 9 - " ~ d Ø ¯ —ñ¡§2Mâ@ç? ÿþmony74ÿþCerchi avventure?? anche io sono di pisa Ø @ ¦ Y M " ~ i s j v ·4‡1Mâ@ä? ÿþsara69ÿþc sei?F @¥ 6 * " ~ Q ù m ÓF1Mâ@ã? ÿþlaura02ÿþCiao Laura....ì @ ¥ ? 3 # ~ u o ¿ v [¥D91Mâ@â? ÿþkeitÿþPochi indiziŽ @; : . ~ a i ¿ “ Ìí21Mâ@á? ÿþgeniettaÿþModesta!!!!!!!!!!’ @; C 7 $ ~ r o ¿ ™ Û5æ+1Mâ@à? ÿþagataÿþPesarese!!!!!!!!!!!!!! @£ E 9 ! ~ i ¿ Þ :m 1Mâ@ß? ÿþcinderellaÿþSei una incognita @£ E 9 &